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Pasqua, le nostre tradizioni.

La Pasqua è il periodo dell’anno, che ci riporta un pò indietro nel tempo…con nostalgia…

A casa nostra, le pizze pasquali, si preparano con antiche ricette, ingredienti segreti e lunghe lievitazioni, cotte al forno a legna, lentamente….mentre scrivo posso sentire già il profumo che si propaga nell’aria…nelle belle giornate soleggiate di primavera. Tutti intorno al forno in trepidante attesa.

La benedizione della casa, delle pizze pasquali, delle uova fresche delle nostre gallinelle e dei salumi….

Torno un pò indietro nel tempo, quando la mattina di Pasqua, al nostro risveglio, trovavamo la tavola imbandita di prodotti squisiti e casarecci, c’era l’imbarazzo della scelta….in realtà, la colazione di Pasqua, era ed è ancora oggi, un pranzo!

La pizza di Pasqua si fà in due varianti: dolce e salata.

La pizza dolce Pasquale, è alta e molto soffice, ha un sapore molto aromatico, di cannella, agrumi e liquore. Si abbina alla perfezione con le uova di cioccolato oppure con la classica corallina (salame tradizionale Nursino) e uova sode, oppure con il capocollo di suino. Servita anche alla fine del pasto come dolce tradizionale.

La pizza Pasquale salata, è alta e morbida, l’ingrediente principale è il Pecorino stagionato. Si abbina con salumi e uova sode, ma per chi ama il mix dolce salato, anche con le uova al cioccolato è perfetta! Si può servire anche con il classico tagliere di salumi…..veramente ottimo come antipasto!

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Pizza Pasquale di Norcia Dolce

Pizza Pasquale di Norcia al Formaggio

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Il tartufo

Frutto prezioso, che la natura ci offre spontaneamente…Nasce, cresce e si sviluppa nel buio, silenzioso, per poi essere trovato da un olfatto sopraffino e portato sulle nostre tavole, donando un sapore unico ad ogni piatto.

Il Tartufo è un fungo ipogeo. Nasce e cresce spontaneamente nel terreno, sviluppandosi sulle radici di varie specie arboree, stabilendo un rapporto simbiotico, scambiandosi, alcune sostanze importanti per lo sviluppo di entrambe, come acqua e sali minerali.

Il ciclo del Tartufo

In condizioni climatiche favorevoli, le spore del tartufo iniziano a svilupparsi, componendo una fitta rete (Micelio) di sottilissimi filamenti (Ife), che hanno l’importante compito di trovare le radici adatte a stabilire un rapporto simbiotico con la pianta. (Predilige solo alcune piante arboree, differenti, a seconda della specie del tartufo).

Il micelio avvolge la radice della pianta simbionte, penetrandovi all’interno, legandosi ad essa, formando una micorriza. In parole povere, potremo paragonarla ad un gomitolo di lana che avvolge la radice della pianta, avendo un ruolo di scambio di sostanze nutritive , reciproco, tra fungo e le radici della pianta.

Il micelio, sviluppandosi consistentemente, forma molteplici addensamenti di Ife, che danno vita al corpo fruttifero.

Quest’ultimo, si riproduce per mezzo delle spore, che sono contenute negli aschi, cellule fatte a forma di sacchetto, e a loro volta sono contenute nel corpo fruttifero. Quando le spore sono mature, il tartufo sviluppa un odore intenso, allo scopo di attirare gli animali, come cani da tartufo, cinghiali, tassi, volpi e piccoli roditori, che a loro volta hanno il compito fondamentale, di diffondere le spore, che ne consentiranno la riproduzione.

Le specie che troviamo nel nostro territorio

Tartufo Nero Pregiato di Norcia
(Tuber Melanosporum Vittadini)

Il tartufo Nero è la specie più Pregiata, per il suo specifico sapore ed odore, intenso e aromatico, che richiama il bosco e la terra da cui nasce. Il tartufo Nero predilige terreni brecciosi e calcarei, molto drenanti e soleggiati. Le specie arboree simbionti sono: il Leccio; il Carpino Nero; la Roverella; il Nocciolo; la Farnia; il Cerro; il Tiglio. Ma possiamo lo possiamo trovare anche in prossimità di specie arbustive, come il cisto, oppure di specie erbacee come la lupinella e l’elicriso.

Quando il micelio si espande notevolmente nel sottosuolo, sprigiona una particolare tossina, ed intorno alla pianta simbionte, non crescono più specie erbacee, e si formano i cosidetti pianelli.

Caratteristiche: Il Peridio è di colore nero/bruno con sfumature color ruggine, anche rossicce. La Gleba è di colore bruno scuro con venature bianche molto fitte.

Periodo di raccolta dal 1° Dicembre al 15 Marzo

Zona di raccolta Norcia e Valnerina

Tartufo Estivo o Scorzone
(Tuber Aestivum Vittadini)

Il tartufo estivo, è detto anche scorzone, per la sua scorza verrucosa. Predilige terreni argillosi e sabbiosi, soleggiati e poco umidi. Cresce nei boschi e nelle pinete. Le piante simbionti sono: il cerro, la roverella, il carpino nero e bianco, la farnia, il faggio, pino nero, pioppo e rovere.

Caratteristiche: il Peridio è di colore bruno scuro/nero; la Gleba è color nocciola con venatue bianche molto sottili. Il suo sapore è molto delicato.

Periodo di raccolta dal 1° Giugno al 31 Agosto

Zona geografica di raccolta Norcia e Valnerina

Tartufo Uncinato
(Tuber Uncinatum Chatin)

E’ un tartufo tipicamente autunnale, ma molto simile al tartufo estivo. Prende il nome dalle creste, che si trovano nelle sue spore, simili a piccoli uncini.

Il tartufo Uncinato Predilige terreni molto umidi e ombreggiati. Il bosco è l’ambiente in cui si puo’ trovare facilmente. Le piante simbionti sono: la roverella, il cerro, il carpino nero, il nocciolo, il salice, il tiglio, la farnia e il pioppo.

Caratteristiche: il peridio è molto scuro rispetto allo scorsone, color cioccolato; la gleba è color nocciola/marrone con venature chiare molto sottili e ramificate. Il suo sapore è intenso, molto più marcato rispetto allo scorzone.

Periodo di raccolta dal 1° Ottobre al 31 Dicembre

Zona geografica di raccolta Norcia e Valnerina.

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