Pubblicato il

Il piccolo laboratorio artigianale.

Il nostro laboratorio si trova appena fuori le mura cittadine, in Via Amedeo Morelli.

Nel laboratorio ci occupiamo della lavorazione del tartufo estivo (o Scorzone) ed invernale (Nero Pregiato), cavato direttamente nelle nostre tartufaie e acquistato dai cavatori di zona (Norcia e Valnerina). Oltre al tartufo, altre novità vi attendono…tutte da gustare.Da ora in avanti troverete nel nostro punto vendita due linee differenti.

Linea Natural 100%.

I tartufi interi, macinati e a lamelle; le salse tartufate sono senza alcun tipo di aroma. Semplici ingredienti: tartufo, sale e olio extravergine di oliva Umbro. Le salse contengono il 5% di tartufo, funghi champignon, sale, olio extra vergine di oliva Umbro.

Dalla cava alla lavorazione

La cava del tartufo è un momento molto emozionante, tu il tuo fedele cane da tartufo e la natura…

I tartufi provengono per lo più dalle nostre tartufaie, ma ne servono molti e a volte li acquistiamo dai cavatori di zona.

La lavorazione si distingue in diverse fasi.

Fase 1: I tartufi cavati freschi, vengono portati al laboratorio e selezionati a mano scrupolosamente.

Fase 2: Una volta selezionati, i tartufi vengono lavati in acqua fredda, per togliere tutti i residui di terra.

Fase 3: I tartufi vengono suddivisi per grandezza: piccoli, medi e grandi e messi poi nei vasetti.

Fase 4: Per la salsa tartufata invece, selezioniamo accuratamente i funghi champignon freschi e li lavoriamo, a questi viene aggiunta una percentuale di tartufi già selezionati in precedenza.

Fase 5: Tutti vasetti pronti vengono sterilizzati e poi etichettati.

Scegliamo di non utilizzare aromi chimici, per la salute di tutti, e per farvi conoscere il vero e inconfondibile sapore del Tartufo della nostra Terra.ù

Pubblicato il

La cava del tartufo

Non appena si apre il periodo di cava, per noi, inizia una vera e propria caccia al Tesoro….

Il momento migliore della giornata per cavare, è al mattino, con la magica atmosfera che si crea tra l’uomo; il suo fedele amico a quattro zampe e la natura.

Tutto ciò che serve è passione e rispetto per la natura, un cane fiutatore eccezionale e un vanghetto (attrezzo che userà il cavatore per estrarre il tartufo dal terreno). Bisogna rispettare rigide regole, quindi una volta che il cane ha fiutato il punto in cui si nasconde il tartufo, interviene il cavatore, che con l’aiuto del vanghetto, estrae il tartufo dal terreno, avendo cura di non rovinare tutto ciò che si trova intorno e richiudendo la piccola buca. Tutti questi accorgimenti, faranno si, che in quel luogo, potrà nascere nuovamente il tartufo.

Lilla e Macchia fiutano il tesoro, ed indicano il punto esatto a Diego

Lilla e Macchia hanno trovato il tartufo!

Coccole e ricompese per Lilla e Macchia

Grazie per questa emozionante avventura!

Potrai acquistare i nostri tartufi freschi o conservati interi, grattugiati e a lamelle

Pubblicato il

Pasqua, le nostre tradizioni.

La Pasqua è il periodo dell’anno, che ci riporta un pò indietro nel tempo…con nostalgia…

A casa nostra, le pizze pasquali, si preparano con antiche ricette, ingredienti segreti e lunghe lievitazioni, cotte al forno a legna, lentamente….mentre scrivo posso sentire già il profumo che si propaga nell’aria…nelle belle giornate soleggiate di primavera. Tutti intorno al forno in trepidante attesa.

La benedizione della casa, delle pizze pasquali, delle uova fresche delle nostre gallinelle e dei salumi….

Torno un pò indietro nel tempo, quando la mattina di Pasqua, al nostro risveglio, trovavamo la tavola imbandita di prodotti squisiti e casarecci, c’era l’imbarazzo della scelta….in realtà, la colazione di Pasqua, era ed è ancora oggi, un pranzo!

La pizza di Pasqua si fà in due varianti: dolce e salata.

La pizza dolce Pasquale, è alta e molto soffice, ha un sapore molto aromatico, di cannella, agrumi e liquore. Si abbina alla perfezione con le uova di cioccolato oppure con la classica corallina (salame tradizionale Nursino) e uova sode, oppure con il capocollo di suino. Servita anche alla fine del pasto come dolce tradizionale.

La pizza Pasquale salata, è alta e morbida, l’ingrediente principale è il Pecorino stagionato. Si abbina con salumi e uova sode, ma per chi ama il mix dolce salato, anche con le uova al cioccolato è perfetta! Si può servire anche con il classico tagliere di salumi…..veramente ottimo come antipasto!

Per Aquistare premi qui:

Pizza Pasquale di Norcia Dolce

Pizza Pasquale di Norcia al Formaggio

Pubblicato il

Il tartufo

Frutto prezioso, che la natura ci offre spontaneamente…Nasce, cresce e si sviluppa nel buio, silenzioso, per poi essere trovato da un olfatto sopraffino e portato sulle nostre tavole, donando un sapore unico ad ogni piatto.

Il Tartufo è un fungo ipogeo. Nasce e cresce spontaneamente nel terreno, sviluppandosi sulle radici di varie specie arboree, stabilendo un rapporto simbiotico, scambiandosi, alcune sostanze importanti per lo sviluppo di entrambe, come acqua e sali minerali.

Il ciclo del Tartufo

In condizioni climatiche favorevoli, le spore del tartufo iniziano a svilupparsi, componendo una fitta rete (Micelio) di sottilissimi filamenti (Ife), che hanno l’importante compito di trovare le radici adatte a stabilire un rapporto simbiotico con la pianta. (Predilige solo alcune piante arboree, differenti, a seconda della specie del tartufo).

Il micelio avvolge la radice della pianta simbionte, penetrandovi all’interno, legandosi ad essa, formando una micorriza. In parole povere, potremo paragonarla ad un gomitolo di lana che avvolge la radice della pianta, avendo un ruolo di scambio di sostanze nutritive , reciproco, tra fungo e le radici della pianta.

Il micelio, sviluppandosi consistentemente, forma molteplici addensamenti di Ife, che danno vita al corpo fruttifero.

Quest’ultimo, si riproduce per mezzo delle spore, che sono contenute negli aschi, cellule fatte a forma di sacchetto, e a loro volta sono contenute nel corpo fruttifero. Quando le spore sono mature, il tartufo sviluppa un odore intenso, allo scopo di attirare gli animali, come cani da tartufo, cinghiali, tassi, volpi e piccoli roditori, che a loro volta hanno il compito fondamentale, di diffondere le spore, che ne consentiranno la riproduzione.

Le specie che troviamo nel nostro territorio

Tartufo Nero Pregiato di Norcia
(Tuber Melanosporum Vittadini)

Il tartufo Nero è la specie più Pregiata, per il suo specifico sapore ed odore, intenso e aromatico, che richiama il bosco e la terra da cui nasce. Il tartufo Nero predilige terreni brecciosi e calcarei, molto drenanti e soleggiati. Le specie arboree simbionti sono: il Leccio; il Carpino Nero; la Roverella; il Nocciolo; la Farnia; il Cerro; il Tiglio. Ma possiamo lo possiamo trovare anche in prossimità di specie arbustive, come il cisto, oppure di specie erbacee come la lupinella e l’elicriso.

Quando il micelio si espande notevolmente nel sottosuolo, sprigiona una particolare tossina, ed intorno alla pianta simbionte, non crescono più specie erbacee, e si formano i cosidetti pianelli.

Caratteristiche: Il Peridio è di colore nero/bruno con sfumature color ruggine, anche rossicce. La Gleba è di colore bruno scuro con venature bianche molto fitte.

Periodo di raccolta dal 1° Dicembre al 15 Marzo

Zona di raccolta Norcia e Valnerina

Tartufo Estivo o Scorzone
(Tuber Aestivum Vittadini)

Il tartufo estivo, è detto anche scorzone, per la sua scorza verrucosa. Predilige terreni argillosi e sabbiosi, soleggiati e poco umidi. Cresce nei boschi e nelle pinete. Le piante simbionti sono: il cerro, la roverella, il carpino nero e bianco, la farnia, il faggio, pino nero, pioppo e rovere.

Caratteristiche: il Peridio è di colore bruno scuro/nero; la Gleba è color nocciola con venatue bianche molto sottili. Il suo sapore è molto delicato.

Periodo di raccolta dal 1° Giugno al 31 Agosto

Zona geografica di raccolta Norcia e Valnerina

Tartufo Uncinato
(Tuber Uncinatum Chatin)

E’ un tartufo tipicamente autunnale, ma molto simile al tartufo estivo. Prende il nome dalle creste, che si trovano nelle sue spore, simili a piccoli uncini.

Il tartufo Uncinato Predilige terreni molto umidi e ombreggiati. Il bosco è l’ambiente in cui si puo’ trovare facilmente. Le piante simbionti sono: la roverella, il cerro, il carpino nero, il nocciolo, il salice, il tiglio, la farnia e il pioppo.

Caratteristiche: il peridio è molto scuro rispetto allo scorsone, color cioccolato; la gleba è color nocciola/marrone con venature chiare molto sottili e ramificate. Il suo sapore è intenso, molto più marcato rispetto allo scorzone.

Periodo di raccolta dal 1° Ottobre al 31 Dicembre

Zona geografica di raccolta Norcia e Valnerina.

Guarda i nostri prodotti cliccando sui seguenti link: tartufi freschi; tartufi conservati

Pubblicato il

Zuppa di farro, cicerchie, lenticchia di Castelluccio, orzo perlato e patate

Ingredienti per 4 persone:

  • 100 gr. di farro perlato
  • 100 gr. di cicerchie
  • 100 gr. di lenticchia di Castelluccio
  • 100 gr. di orzo perlato
  • 3 patate di media grandezza
  • carota, sedano, cipolla, aglio qb.
  • polpa di pomodoro
  • olio extra vergine di oliva qb
  • sale qb.

Sciacquare con acqua fredda le cicerchie, poi mettere in ammollo per almeno una notte.

Consigliamo di lavare in acqua fredda tutti i legumi e i cereali, prima dell’utilizzo.

Il giorno seguente:

Soffriggere gli odori precedentemente tritati, con un filo di olio extra vergine di oliva e polpa di pomodoro.

Aggiungere le patate tagliate a cubetti non troppo piccoli, e acqua qb. (circa 2 lt.);

Aggiungere tutti i legumi ed i cereali. Cuocere per circa 45 min.

A fine cottura, a piacere spolverare con grana grattugiato o pecorino stagionato.

Vedi i nostri legumi e cereali

Pubblicato il

Strangozzi Classici Umbri con zafferano di Norcia in pistilli e salsiccia di maiale.

Per 4 persone:

  • 500 gr. di Strangozzi Classici Umbri
  • circa 20 stimmi o pistilli di zafferano di Norcia
  • Circa 5/6 salsicce di suino fresche
  • sale q.b.

Mettere in infusione i pistilli di zafferano in acqua tiepida, in una tazzina da caffè (acqua non bollente, per non far perdere tutte le sue proprietà) per almeno 2 ore prima dell’utilizzo (circa 5 pistilli o stimmi per persona).

Spellate le salsicce e riducete in piccoli “fiocchi” . Fate rosolare in  una padella antiaderente. 

Una volta rosolate, scolate il grasso sprigionato.

Nel frattempo, in una casseruola mettete a bollire l’acqua con sale grosso q.b. Non appena raggiunge il bollore, versare gli strangozzi, senza mai mescolarli fino alla fine della cottura (altrimenti si spezzano), almeno 20 minuti.

Una volta cotti gli strangozzi, scolare, aggiungere le salsicce rosolate e i pistilli di zafferano in infusione con tutta la loro acqua.

Amalgamare delicatamente e servire caldi.

Gli strangozzi, essendo una pasta artigianale con trafilatura al bronzo, tratterranno tutto il condimento…..una vera bontà.

Pubblicato il

Fagioli Diavoli in Insalata

Fagioli Diavoli in Insalata

Una ricetta molto semplice ed estiva.

Per 4 persone

  • 400 gr. circa Fagioli Diavoli
  • cipolla qb
  • sedano qb
  • prezzemolo fresco qb
  • timo fresco qb
  • sale qb
  • olio extra vergine di oliva qb

Sciacquare con acqua fredda i fagioli. Metterli a bagno, in una ciotola sempre utilizzando acqua fredda per 18 ore.

Passate le 18 ore, cuocerli con la stessa acqua, con cipolla e sedano per 2 ore.

Una volta cotti, scolare e condire con sale q.b., olio q.b., cipolla sedano ed erbetta fresca (prezzemolo), timo fresco.

Vi consigliamo di accompagnarli con un ottima bistecca di manzo grigliata e un bicchiere di Rosso di Montefalco.

Pubblicato il

Vellutata di ceci con crostini di pane aromatizzati al tartufo

Per 4 persone:

  • 500 gr. di Ceci
  • 120 gr. di Tartufo
  • sedano, carota qb
  • 2 spicchi di aglio
  • Olio extra vergine di oliva
  • Olio aromatizzato al tartufo
  • Pane
  • Sale  qb
  • Pepe qb

Il giorno prima

Lavare i ceci sotto acqua corrente.

Mettete a bagno i ceci in una ciotola con uno spicchio di aglio vestito e un rametto fresco di rosmarino per tutta la notte.

Il giorno seguente

Lessate i ceci con la stessa acqua, aglio, rosmarino e cuocere per circa un’ora.

Tritate al mixer aglio, carota, sedano.

In una pentola mettete l’olio extra vergine di oliva 2 cucchiai, il trito di odori e soffriggere.

Aggiungere i ceci lessati in precedenza e far cuocere con il loro brodo per 15 min., salare e pepare a proprio gradimento.

Frullare con il mini pimer fino ad ottenere una crema liscia.

Tagliare il pane a cubetti e tostare in padella con poco olio aromatizzato al tartufo.

*Lavare il tartufo con una spazzolina sotto acqua corrente, asciugare e tagliare a lamelle.

Guarnite la vostra vellutata con i crostini di pane aromatizzati e le lamelle di tartufo fresco.

*Se preferite potete utilizzare sia tartufo fresco sia conservato in vasetto o anche congelato.

Pubblicato il Lascia un commento

Lenticchie di Castelluccio con gamberoni e tartufo

Cucinare le lenticchie di Castelluccio

Uniamo i frutti di mare ai prodotti di montagna. Una ricetta perfetta, che fonde il sapore del tartufo a quello dei gamberoni e della lenticchia. Scopri come cucinare le lenticchie di Castelluccio in modo differente.

 Ricetta per 4 persone:

  • 300 gr di lenticchia di Castelluccio
  • 100 gr di tartufo
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 spicchio di aglio
  • sale q.b.
  • olio extra vergine di oliva q.b.

Per i gamberoni:

  • 300 gr di code di gamberoni
  • 1 spicchio di aglio
  • ½ bicchierino da caffè di brandy
  • sale q.b.
  • peperoncino q.b.
  • olio extra vergine di oliva q.b.

Soffriggere in una padella antiaderente lo spicchio d’aglio, il peperoncino (la quantità dipenderà dal grado di piccantezza desiderato) e 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva.

Saltare i gamberoni per almeno 5 minuti, sfumare con il brandy, far evaporare poi spegnere il fuoco e far raffreddare. Tenere da parte il fondo di cottura filtrandolo.

Una volta freddati sgusciare e tenere da parte. Tritate al mixer lo spicchio di aglio, la carota e il sedano. In un wok soffriggere il trito appena preparato, aggiungere la lenticchia e far tostare 3 minuti, poi cuocere con il fondo di cottura dei gamberoni per altri 2 minuti.

Aggiungere di tanto in tanto il brodo vegetale (precedentemente preparato). A pochi minuti dalla fine della cottura della lenticchia, aggiungere le code di gamberoni e grattare un po’ di tartufo, poi mantecare. Spegnere il fuoco, servire grattugiando su ogni piatto un po’ di tartufo.

Note: il tartufo si presta benissimo anche su carni bianche, carni rosse alla griglia, pesce e legumi.

Scopri altre ricette al tartufo

Pubblicato il Lascia un commento

Frittata morbida al tartufo di nonna Anna

Ricetta semplicissima ma di grande gusto!!

Per 4 persone

  • 5 uova
  • 100 gr di tartufo
  • sale q.b.
  • olio extra vergine di oliva q.b.

In una ciotola rompete le uova, aggiungere il tartufo già pulito e grattugiato e un pizzico di sale. Scaldate in una padella antiaderente l’olio extra vergine di oliva e versatevi il composto appena preparato. Far cuocere pochi minuti, poi girare con un coperchio e cuocere pochi minuti ancora. Spegnere il fuoco e servire.

Raccomandiamo: la frittata deve risultare molto morbida e non eccessivamente cotta.